A novembre Tecnottica partecipa a due appuntamenti dedicati all’astronomia e allo spazio, a Lione e a Brema. Sono l’occasione per raccontare cosa significa produrre componenti ottici per applicazioni spaziali.
Il 2 e 3 novembre saremo a Lione per gli Industry Days del WST (Wide-field Spectroscopic Telescope), il telescopio spettroscopico a grande campo da 12 metri che un consorzio di istituti di ricerca europei e australiani sta progettando come prossima grande infrastruttura dell’European Southern Observatory (ESO), dopo l’Extremely Large Telescope. La proposta sarà presentata all’ESO a dicembre 2027 e gli Industry Days servono a illustrare il progetto alle aziende del settore e a raccoglierne il punto di vista.
Dal 17 al 19 novembre saremo invece a Brema per Space Tech Expo Europe, la principale fiera e conferenza B2B europea dedicata all’industria spaziale, che quest’anno si svolge per l’ultima volta nella città tedesca.
Un telescopio a terra e un satellite in orbita hanno esigenze diverse, ma pongono a chi produce ottica lo stesso dilemma: come si dimostra che un componente funzionerà per anni, in condizioni che non si possono controllare e, se in orbita, senza la possibilità di correggerlo dopo l’installazione?
La risposta di Tecnottica: la precisione
In Tecnottica ogni lente segue un percorso in cinque fasi: il brief, che l’ufficio tecnico trasforma in un disegno di produzione; la lavorazione a Calco, con sbozzatura, lucidatura e centratura su diametri da 2,7 a 310 mm; il coating nel reparto di Scandicci; il montaggio e il collaudo finale.
Lungo questo percorso corrono in parallelo due livelli di controllo.
- Il primo è la metrologia: la lente torna all’interferometro dopo i passaggi critici previsti dal ciclo, non solo al collaudo finale. Misuriamo i raggi di curvatura con accuratezza sub-micrometrica, la forma delle superfici secondo ISO 10110, la centratura sotto i 5 secondi d’arco e la rugosità fino a 0,15 nm, mentre sui sistemi assemblati verifichiamo lunghezza focale e MTF. Ogni componente può essere accompagnato dal proprio report di misura.
- Il secondo è il monitoraggio della produzione. Il MES segue ogni attività in tempo reale, dalla presa in carico dell’ordine al collaudo finale. Nei programmi spaziali e scientifici, ogni ritardo può fermare l’intera fase di integrazione; sapere a che punto è la produzione di un componente, e come sta procedendo la sua lavorazione come pianificato, non è più solo un’informazione organizzativa ma anche tecnica.
Il coating per ambienti estremi
Una superficie ottica realizzata con tolleranze strette ma con un rivestimento ottico che non resiste all’ambiente in cui dovrà lavorare è una lente che non svolge il proprio compito. Per questo ogni coating viene verificato in funzione delle condizioni a cui sarà esposto. In azienda eseguiamo prove di adesione, abrasione moderata e severa, compatibilità con i solventi di pulizia e misure spettrofotometriche su campioni realizzati con lo stesso vetro del componente.
Per le applicazioni spaziali si aggiungono le prove di qualifica per ambienti estremi: vuoto termico e cicli termici, calore umido al 90% di umidità relativa, esposizione a ossigeno atomico, particelle e radiazione UV. Queste prove si svolgono in funzione dei requisiti del programma. I riferimenti normativi sono ISO 9211, ISO 9022 e lo standard ECSS-Q-ST-70-17C sulla durabilità dei coating. Nel 2025 abbiamo ampliato le qualifiche dei nostri coating per applicazioni aerospaziali e laser ad alta potenza.
La replicabilità
Molti progetti spaziali e astronomici partono da pochi prototipi e arrivano a serie di componenti che devono comportarsi tutti allo stesso modo. La replicabilità è un requisito fondamentale, pertanto il processo messo a punto per il primo pezzo deve essere ripetuto, monitorato e misurato per ogni pezzo successivo. Metrologia e coating interni e monitoraggio continuo della produzione servono a ridurre la variabilità tra pezzi e lotti e garantire maggiore affidabilità nel passaggio da prototipo a serie.
Il processo ha richiesto anni e investimenti continui per costruire una capacità produttiva per il mercato aerospaziale. É proprio in quest’ottica che stiamo ampliando lo stabilimento di Calco con 700 m² dedicati a produzione, metrologia e controllo qualità, operativi entro l’estate 2027.
Andiamo a Lione e a Brema prima di tutto per ascoltare, conoscere le roadmap tecnologiche dei nuovi strumenti, i requisiti delle missioni e le esigenze di chi integra sistemi ottici in ambienti critici. È un confronto che riguarda i clienti e i partner con cui lavoriamo, i fornitori di vetri e materiali che condividono con noi la responsabilità della qualità e gli organizzatori, che costruiscono questi momenti di incontro tra ricerca e industria.
A Lione faremo una presentazione proprio sul processo di fabbricazione di una lente di precisione “The journey of a lens, making and measuring precision optics”, speaker la nostra Technical Manager, Francesca Brambilla; a Brema saremo presso il comprensorio fieristico Messe Bremen GmbH all’interno del Padiglione Italia gestito da ICE, padiglione 5 Stand P10.
Se sarete a Lione o a Brema, saremo felici di parlarne di persona!
